Salve a tutti e benvenuti !

Mi chiamo Massimo Campana.

Abito in Piemonte a Rivoli (To),cittadina situata su una estremità della collina morenica omonima a circa 380 m s.l.m.,che si affaccia verso la Pianura Padana dal suo versante più occidentale.


I miei interessi sono di tipo naturalistico e vanno dalle scienze geologiche e paleontologiche alla botanica e zoologia. Verso la fine degli anni '90 l'astronomia e l'astrofotografia mi hanno avvicinato al mondo affascinante e misterioso dei lontani corpi celesti.

La meteorologia penso che mi abbia accompagnato da sempre anche se non sono un meteoropatico e accetto ottimisticamente tutti gli umori del tempo atmosferico.

Una parte del tempo libero la passo alla ricerca delle celle temporalesche che nel periodo primaverile ed estivo fanno la comparsa in questo piccolo ma interessante territorio.

Pratico lo "storm chasing",che nel significato anglosassone vuol dire inseguimento dei temporali,in modo appassionato da quasi 15 anni.

Durante questi inseguimenti ho effettuato molti reportage fotografici che senza nessuna pretesa Vi vorrei proporre nella serie di gallerie che troverete nella sezione relativa.

Sarebbe per me una grande gioia poter offrire gli spettacoli a cui ho assistito alle persone sensibili e agli appassionati come me che avranno la pazienza di soffermarsi su questo modesto sito!!!!

Da piccolo, ricordo che l'arrivo del temporale mi destava uno stupore particolare : l'oscuramento progressivo del cielo che dava al paesaggio, a me familiare, un aspetto inconsueto,drammatico e fiabesco , accendeva le mie fantasie inconscie e alimentava le paure.......


....sbirciavo coraggioso e poi spesso spaventato dal fragore di un tuono fuggivo a rifugiarmi in un sottoscala buio che comunicava con l'orto sul retro della vecchia casa in cui ho abitato durante la mia infanzia e aspettavo che la tempesta passasse.............


Nell'adolescenza attendevo con trepidazione l'arrivo della nube temporalesca e sono innumerevoli i ricordi delle occasioni che mi hanno portato a trovarmi anche in situazioni rischiose a contatto con questo fenomeno ..........


Agli inizi degli anni '80 il parallelo interesse per la fotografia naturalistica mi ha fatto orientare l'attenzione verso le manifestazioni meteorologiche. Dapprima i temporali mi sono sempre limitato a fotografarli dal di fuori, a una distanza tale da non poter assolutamente osservare tutti quei fenomeni che sono ad essi strettamente associati.


Nel 1990 comprai,in una bancarella di libri usati a Torino, un'opera divulgativa della collana scientifica di vago stampo catastrofistico dal titolo :

"PIANETA TERRA - Le tempeste "

(tit.orig. "Storm")

A.B.C. Wipple & Redattori delle Edizioni Time-Life

Arnoldo Mondadori Editore.1984

Ne fui affascinato e leggendolo e rileggendolo per la prima volta capii il delicato e complesso meccanismo che genera quella realtà che si chiama supercella mesociclonica e che nelle Grandi Pianure statunitensi fa volgere al cielo centinaia di occhi curiosi e appassionati. Da quel momento,la mia curiosità si trasformò in spirito di scoperta avventurosa e iniziai ad uscire con l'intenzione di cercare e fotografare quelle formazioni nuvolose.


Nel 1999 con il mio primo approccio al mondo di Internet,ho potuto approfondire le mie conoscenze sulla meteorologia trovando una mole di siti didattici riguardanti le fenomenologie temporalesche senza contare tutti quelli degli storm chasers americani e non solo, che si contano a decine.

Ma capii che non bisogna essere necessariamente là poiché questo fenomeno si manifesta anche qui in Italia!!
Quando mi reco in certe zone della Pianura Padana mi rendo sempre di più conto che per quanto piccola possa essere, essa possiede tutte le caratteristiche morfologiche per diventare,quando vi sono le condizioni favorevoli, teatro di rappresentazione istruttiva e purtroppo (ahimé la Natura non guarda in faccia nessuno)anche distruttiva delle fatiche umane.


Ora io mi appassiono nell'osservare e con la fotografia documento nel modo più dettagliato le formazioni nuvolose generate dai fenomeni dinamici che regolano l'accensione e lo spegnimento del motore convettivo di una cella temporalesca.


E l'impresa in questa zona d'Italia é spesso piuttosto ardua!! Non sempre si riescono a raggiungere i luoghi dei fenomeni in tempi rapidi,a volte tocca percorrere strade collinari ( il Monferrato e le Langhe che delimitano a sud-est e sud-ovest la Pianura o i principali anfiteatri morenici che sboccano dalle valli alpine)poiché magari lì la cella temporalesca si é formata e lì continua la sua evoluzione.

Assai di frequente si trova molto traffico automobilistico che rallenta gli avvicinamenti e le vie di comunicazione non sempre permettono di intercettare le nubi al momento della loro formazione;inoltre si deve anche fare i conti con l'attraversamento di centri abitati e fiumi;se si tiene conto che a volte é solo questione di poche decine di minuti per cogliere qualche immagine significativa,il tutto si riduce nella perdita di un occasione.

Ma per fortuna ci sono delle eccezioni: nell'area del Canavese,il basso cuneese e in particolar modo nella provincia vercellese,biellese,novarese e pavese che sono le zone da me preferite,in mezzo alla scacchiera delle risaie per esempio, esistono strade secondarie poco frequentate ove ci si può soffermare in qualche spiazzo e godersi lo spettacolo con più tranquillità magari con l'illusione molto tangibile di trovarsi al centro delle sconfinate Great Plains americane!

Durante il transito di correnti calde prefrontali le celle sono annidate e confuse da bassi stratocumuli e foschia ma sorprendono con la loro violenza che si scatena all'improvviso preceduta dal rombo assordante dei tuoni;

oppure quando sopraggiungono al tramonto o all'alba le correnti fresche e asciutte di maestrale che scendendo dalla catena alpina come Föhn, innescano la formazione delle migliori celle,ma danno anche seri problemi per la giusta scelta di esposizione alla luce.

Ma è proprio l'imprevedibilità fino all'ultimo minuto di dove e come possa evolvere una cella a spingere la mia curiosità ricompensandomi molto spesso,con visioni effimere ma potenti nella loro spettacolarità.

Ecco,tutte queste esperienze le ho già vissute,ma sono sempre pronto a riviverle nell'attesa che si ripeta il lento ma incessante meccanismo del rimescolamento delle masse d'aria planetarie.

Quindi la fotografia come mezzo espressivo per fermare quei momenti così fugaci e intensi di colori cupi, estremi contrasti,situazioni al limite della capacità di una pellicola.

La mia prima "arma" é stata una vecchia ma affidabile reflex Yashica FR compagna inseparabile da 25 anni. Fino al 2003 ho utilizzato soltanto pellicole invertibili per i grandi vantaggi che offrono.

Il parco obbiettivi si limita a un 20 mm per le riprese grandangolari di formazioni estese,un 35 mm e 50 mm per il medio campo fino a uno zoom 80/200 mm per i particolari.

Cavalletto e scatto flessibile per le situazioni di luce scarsa e per le riprese notturne dei lampi.

L'avvento della fotografia digitale ha contribuito ad enfatizzare la mia passione facendomi fare sempre nel 2003 il passo della conversione dal sistema analogico.E' stata un esperienza molto accattivante,piena di ostacoli,ma che con costanza e dedizione sono riuscito tranquillamente a superare con risultati impensabili.Per avere una migliore autonomia e versatilità nelle riprese ho dapprima acquistato una reflex digitale compatta,una Minolta Dimage 7i.
Ora il mio standard digitale é una Fuji Film FINEPIX S3PRO che porto sempre con me in previsione di "eventi importanti e inattesi"...

Con uno strumento così sofisticato e preciso e la sua grande versatilità nell'adattamento del mio vecchio parco obiettivi posso dire che è quanto c'è di più completo per immortalare questo tipo di soggetti.

E poi tante emozioni.......e tante scariche di adrenalina mi accompagnano!!!! Si va alla scoperta e all'inseguimento,magari verso qualche avvistamento eseguito virtualmente sul computer attraverso le immagini radar e satellitari aggiornate. La localizzazione visiva diretta é quella che preferisco e che ritengo più completa dal punto di vista delle informazioni.Stando comodamente a casa per esempio, sono favorito dalla vista prospettica all'orizzonte che ho dai miei balconi e che mi porta a scorgere la sommità delle cupole supercellari che si formano sul Canavese, il Vercellese,il Novarese,il Milanese e il Piacentino....direi un bel colpo d'occhio come posto di vedetta !!

Questo è spesso il punto di partenza dei miei spostamenti e anche il punto di partenza di talune celle che qui traggono energia e materia per svilupparsi.

Avere visibilità in un cielo quasi completamente sereno significa potersi trovare di fronte una tipica supercella con magari un contenuto energetico tale da permettere la formazione di nubi a imbuto o tuba(funnel clouds nel termine anglosassone)e ancor più veri e propri tornado,nonostante questi estremi fenomeni qui siano poco frequenti e salvo rare eccezioni non così terrificanti e distruttivi come lo sono spesso negli Stati Uniti.


Le serie di "Gallerie" che troverete nella relativa sezione di questo sito contengono sequenze di fotografie eseguite dall'anno 2001 ed effettuate durante i mesi di maggiore attività temporalesca che hanno dato luogo a fenomeni significativi più o meno violenti.

Nella sezione "Nubi e Fenomeni" sempre con immagini tratte dai miei reportage cerco di descrivere anche con l'ausilio di animazioni e videoclip Quick time le forme e le trasformazioni più caratteristiche di nubi di svariati tipi oltre a quelle temporalesche.

Nella sezione "Foto naturalistiche" raccolgo per categorie un archivio degli scatti eseguiti con tutti e due i tipi di fotocamera a paesaggi e soggetti naturali da me preferiti.

Tutto il territorio italiano in base alla propria peculiare conformazione geomorfologica é potenzialmente in grado di favorire la formazione e il transito di questi trasportatori di energia termica che comunemente chiamiamo temporali e che per tante persone non sono altro che un' occasione per veder cadere acqua dal cielo sotto due stati fisici che spesso recano più danni che benefici.

Il mio amore per questo tipo di manifestazione naturale supera ogni ritrosia e discriminazione e mi pone al suo cospetto con umiltà.

Buona visione.